Intervista ad Alessandro Vallerignani eletto consigliere comunale a Giove in Umbria, nell’ultima tornata di elezioni amministrative del 24-25maggio 2026
D. Avendo ottenuto 118 preferenze (pari al 25% dei voti di lista), sei stato eletto consigliere comunale primo nella lista GioveSì. Puoi spiegarci le ragioni che ti hanno spinto a candidarti?
R. Vengo da una famiglia tradizionalmente orientata verso il centrodestra, un contesto che ha segnato la mia formazione. Nel 2020, grazie ad amici comuni, incontro Moreno Pasquinelli: mi colpiscono la sua lucidità politica, l’onestà intellettuale e la capacità di leggere i problemi sociali con realismo. Da lì inizia una forte amicizia e il mio percorso che mi porta nel direttivo regionale del FRONTE del DISSENSO, un cammino fatto di ricerca personale, nuove idee e nuovi modi di interpretare la realtà. È un passaggio decisivo: smetto di guardare alla politica come appartenenza e inizio a guardarla come attenzione alle persone, ai loro bisogni, alle loro fragilità.
Con il tempo maturano alcune convinzioni. La politica, per essere utile, deve tornare a essere uno spazio di ascolto e responsabilità, non un’arena di contrapposizioni. Il dualismo destra–sinistra, spesso alimentato secondo la logica del divide et impera, finisce per soffocare il senso critico e allontanare i cittadini dalla partecipazione. Troppo spesso ci si schiera per appartenenza e non per convinzione, sostenendo un’idea solo perché “del proprio partito”. È un meccanismo che impoverisce il confronto e spegne la capacità di valutare ciò che serve davvero alla comunità.
Nel 2024 decido di mettermi in gioco candidandomi alle elezioni regionali del novembre 2024, portando il FRONTE del DISSENSO a raggiungere a Giove l’8,23% tanto da classificarsi come quarto partito, superando addirittura Forza Italia, Movimento 5 stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. È un’esperienza intensa, che mi permette di conoscere meglio il territorio e ascoltare molte voci diverse.
D. Se dovessi dire in poche parole qual è la tua visione politica cosa diresti?
R. Mi considero prima di tutto un cittadino tra i cittadini. Da questo nasce la mia idea di politica: mettere al centro le persone, non gli schieramenti. Da questo spirito prende forma una visione che definisco nuovo umanesimo politico: un modo di guardare alla comunità che rimette al centro la dignità delle persone, i loro diritti, la qualità della vita quotidiana. Parliamo di salute, sicurezza, accessibilità, mobilità, sostegno alle attività locali, cura del territorio: temi concreti, che riguardano tutti e che richiedono risposte semplici e trasparenti.
Il mio percorso non nasce da un’ideologia, ma da un bisogno: restituire alla politica la sua funzione più autentica, quella di essere uno strumento al servizio della comunità. Un cammino che parte dalle persone e torna alle persone.
D. Sei stato tra i promotori della lista GioveSì. Ce ne vuoi parlare?
R. Anche grazie al mio contributo ed alla visione politica che mi distingue, alla fine del 2025, inzia il lavoro con un gruppo di cittadini per costruire la lista civica GioveSì, presentata alle comunali del 2026, con candidato sindaco Rita Benigni. GioveSì nasce come realtà civica innovativa, non legata a partiti né ad accordi politici. Al centro della sua azione ci sono i principi costituzionali: la prevalenza dell’interesse pubblico sul privato, l’imparzialità dell’azione amministrativa per cui un’amministrazione non può avere amici e per contrasto nemici e, soprattutto, la libertà e l’uguaglianza delle convinzioni politiche. L’obiettivo è unire, non dividere; valorizzare, non contrapporre.
D. Grazie ai voti ottenuti il tuo è stato un successo personale indiscutibile, tuttavia come lista avete perso e la vecchia amministrazione è stata premiata. Come te lo spieghi?
Se non abbiamo vinto è anche per alcuni nostri limiti ma soprattutto perché è prevalsa un’involuzione del modo di fare politica, dove le scelte si orientano più all’interesse personale e clientelare che al bene collettivo. Poi c’è la questione della crescente sfiducia nelle istituzioni, la sfiducia nella politica, causata dalla percezione che questa abbia progressivamente smarrito quei principi morali che un tempo rappresentavano un riferimento condiviso. In questo contesto non sempre vengono premiate le persone oneste, che si mettono in gioco con impegno e serietà, così accade che le scelte politiche finiscono spesso per orientarsi non verso il bene collettivo, ma verso ciò che appare utile per sé o per il proprio ristretto contesto. È il segnale di un sistema che ha perso credibilità e che fatica a generare un autentico senso di comunità. Ed è proprio su questo terreno, quello della fiducia nelle istituzioni, che, come consigliere di minoranza, intendo concentrare il mio impegno quotidiano, lavorando con serietà, coerenza e rispetto per restituire alla politica il valore che merita.
D. E che ne sarà della lista GioveSì? Andrete avanti o questa esperienza è giunta al capolinea.
R. Andremo avanti! Ci siamo riuniti subito dopo la sconfitta e abbiamo deciso di restare compatti e tenere viva la nostra opposizione. Del resto abbiamo eletto tre consiglieri e siamo tenuti a rispettare gli impegni assunti, anzitutto con chi ci ha votato. In questo cammino non sono solo, insieme a Rita Benigni e Roberta Bartolini siamo i tre consiglieri di minoranza, e agiremo come squadra. Siamo a disposizione di tutti cittadini con l’intento di ascoltare le istanze di ognuno e mantenendo aperto un dialogo costante con la comunità.
