COLPEVOLI DI PALESTINA di Mohammad Hannoun

Nella foto sopra, da sinistra Angela Lano (INFOPAL), Ismāʿīl Haniyeh (al momento della foto a capo dell’amministrazione della Striscia di Gaza, ucciso a Tehran il 31 luglio 2024 da un attentato terroristico sionista ) e Mohammad Hannoun.

Pubblichiamo la lettera dell’arch. Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia e dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (ABSPP odv), detenuto in via cautelare, dal 27/12/2025, in un carcere di massima sicurezza con l’accusa di finanziamento al terrorismo palestinese. Hannoun è stato arrestato nell’ambito della discussa Operazione Domino, dietro alla quale ci sono file del Mossad. Ci sono state già due sentenze della Corte di Cassazione che hanno evidenziato la non accettabilità, per il diritto penale italiano, di fonti di intelligence di paesi terzi e ottenute con modalità non consone al diritto. Tuttavia, Mohammad e altri tre attivisti umanitari, tra i quali Raed Dawoud, si trovano ancora in carcere. Tutta questa operazione non si allontana da un caso di natura politica e geopolitica.

«Io sottoscritto, Mohammad Hannoun, faccio presente che l’Associazione ABSPP ODV, di cui sono attualmente Presidente, ha operato sempre nella massima trasparenza e nel rispetto delle leggi italiane e internazionali e di tutte le normative che regolano le attività di solidarietà e assistenza. Nel caso specifico, tengo a sottolineare che l’Associazione, a cui appartengo, ha svolto un’intensa, variegata, duratura e meritoria attività di supporto alle sofferenze del popolo palestinese, e con particolare riguardo all’area della Striscia di Gaza, la più colpita dalle conseguenze delle iniziative belliche di Israele. E questa attività di supporto si è concretizzata nei seguenti progetti:

  1. Adozioni a distanza, attraverso le quali è stato offerto aiuto e contemporaneamente una possibilità di futuro a migliaia di bambini, orfani, di genitori uccisi delle guerre coloniali israeliane, così come la possibilità di fornire a questi un aiuto medico e sanitario.
  2. Mantenere vivo e funzionante il sistema scolastico palestinese, fornendo tutto quel minimo possibile di materiale scolastico atto al regolare svolgimento del processo educativo dei giovani palestinesi, pur nel pieno del perdurare in un contesto di guerra. In questo campo di intervento l’Associazione ABSPP ODV, a cui appartengo, si è altresì prodigata in iniziative di supporto economico per quei ragazzi che intendevano intraprendere una formazione universitaria.
  3. Supporto e aiuto ai palestinesi più sofferenti e bisognosi attraverso l’articolazione di attività che andavano dalla distribuzione di pasti caldi ai pacchi viveri, kit igienici e un minimo aiuto economico per far fronte alle necessità basilari di vita. E’ stato possibile concretizzare quest’ultimo aspetto attraverso lo strumento di gemellaggio tra famiglie italiane e famiglie gazawi, di cui hanno beneficiato decine, se non centinaia, di migliaia di palestinesi. Queste iniziative esprimono l’anima delle nostre attività di solidarietà, un’anima volta anche a stimolare e sensibilizzare la fratellanza tra il popolo italiano e quello palestinese al fine di promuovere e sviluppare insieme progetti di cooperazione e contemporaneamente far conoscere e denunciare pubblicamente il livello di sofferenze patite dai palestinesi sotto il regime di occupazione.

Una dimensione, questa, che ci ha trovati sempre presenti nelle manifestazioni pubbliche di solidarietà sotto la bandiera dell’unità e della pace tra i popoli e nel segno della giustizia e dell’umanità. Il rabbino maggiore Ovadia Yosef in una dichiarazione ufficiale e pubblica dice letteralmente “i palestinesi sono scarafaggi che vanno schiacciati” e in un’altra afferma che “i bambini palestinesi vanno uccisi oggi, da bambini, prima che diventino grandi”. Mentre il governo israeliano esegue la mattanza contro i civili palestinesi, l’appoggio complice dell’Occidente non è mai venuto a mancare, compreso quello del governo italiano, sempre tra i primi fornitori di materiale bellico e attività di supporto logistico come ha ampiamente documentato anche la stessa relatrice ONU per i territori palestinesi. 

Gli ultimi tragici eventi consumati sulla vita stessa del popolo palestinese hanno dato ulteriore conferma che esistono due fronti contrapposti, segnati da profonde demarcazioni etiche, morali e politiche. Da una parte c’è chi si impegna costantemente alla salvaguarda della vita, alla promozione di un sviluppo sociale e umano basato sulla giustizia e l’uguaglianza, indirizzato al rispetto reciproco e allo sviluppo di sinceri rapporti di solidarietà, mentre dall’altro si agitano sanguinosamente i signori del privilegio e del dominio che a tale fine consumano guerre e genocidi, seminando sofferenze tale da far impallidire oggi anche la gesta dei più feroci criminali che la storia passata ci ha consegnato alla memoria.

In conclusione, noi come associazione abbiamo fatto la nostra scelta, come diceva Don Gallo, che quando si parla della Palestina o del popolo palestinese c’è da schierarsi, io mi sono schierato con gli oppressiAbbiamo fatto la nostra scelta di campo e ci siamo schierati con gli oppressi, con le vittime, con il popolo palestinese, con le sue istanze di libertà e per il riconoscimento dei suoi legittimi e sacri diritti. Se vale la logica, la vigenza, del diritto internazionale, noi dell’associazione abbiamo fatto della solidarietà, della beneficenza e dell’umanità la ragione stessa di esistenza e impegno contro chi sta consumando un genocidio favorito da complici spesso silenziosi e ipocriti. Di questo impegno non abbiamo che di esserne orgogliosi per quanto pienamente consapevoli di come questo sia stato solo una goccia nel mare delle tante necessità e urgenze impellenti da dover risolvere nella Striscia di Gaza e nella Palestina tutta, che non troveranno certo soluzioni nella retorica complice del finto umanitarismo che gli amici dell’occupante israeliano hanno sparso a piene mani in queste ultimi anni. Una valanga di ipocrisia che non è riuscita neanche minimamente a celare il reale doppio pesismo praticato. 

Il criminale genocida è stato elevato a detentore di valori, civiltà e democrazia, e in questo, più o meno apertamente supportato nei suoi atti contro la vittima: l’oppresso che, nel suo tentativo di percorrere con coerenza la strada della propria liberazione e di gettare i semi di un futuro migliore, viene demonizzato, perseguitato e dipinto come terrorista. Quindi, se vale la prassi del doppio pesismo, per il quale chi sta dalla parte dell’umanità è definito terrorista, allora io, signor giudice, lo sono. Voglio sperare che in questa sede prevalga la logica del diritto su quello dello schieramento e delle logiche di convenienza dettate dalla realpolitik del sistema delle alleanza, e che esista ancora una luce che voglia prevalere sulle barbarie.

Restiamo umani».

Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese – Abspp ODV.

Fonte: infopal.it

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