Il 25 aprile scorso, lanciando un APPELLO per la costituzione di una “nuova aggregazione di forze” in vista delle prossime elezioni politiche, Angelo D’Orsi concludeva chiedendo l’aiuto di tutti coloro che avessero condiviso lo scopo e i principi politici da lui indicati.
Annunciammo subito la disponibilità del FRONTE del DISSENSO a dare vita a questa nuova aggregazione politico-elettorale.
Confermammo questo consenso a prendere parte attiva al processo costituente in occasione dell’assemblea nazionale svoltasi a Roma il 27 giugno, invitando a non sottovalutare le difficoltà dell’impresa, sottolineando che la sfida più grande sarebbe stata quella, dopo tante delusioni e tradimenti, di riguadagnare i cittadini coscienti alla lotta politica; li avremmo convinti a rimboccarsi le maniche solo facendoli sentire effettivi protagonisti dell’impresa e non meri gregari.
Secondo noi per avere successo, AGORÀ avrebbe dovuto agire come un’unione di scopo, ovvero un polo elettorale per centrare l’obiettivo di superare di slancio lo sbarramento del 3%; obbiettivo che avrebbe richiesto il più ampio e immediato coinvolgimento di forze politiche, associative e individuali, evitando dunque la divisione che condusse al disastroso esito del settembre 2022.
Dato lo scopo, la struttura organizzativa che proponevamo, posto che l’adesione ad AGORÀ poteva avvenire senza distinzioni tra chi facesse parte o no di una forza politica preesistente, era basata su due semplici pilastri: “dal basso verso l’alto” e “un uomo un voto”. Per la precisione noi immaginavamo che AGORÀ avrebbe dovuto adottare questo schema: (1) formazione immediata di comitati di base territoriali regionali; (2) questi avrebbero dovuto preparare entro l’autunno, assemblee congressuali territoriali (regionali e/o provinciali) le quali, discusso il programma politico-elettorale, avrebbero eletto i delegati in vista di un’assemblea nazionale da svolgersi entro metà dicembre; (3) questa assemblea avrebbe licenziato il programma ed eletto l’organismo di coordinamento nazionale. Infine, (4) siccome quasi certamente si voterà nella primavera del 2027, per poter iniziare a gennaio a raccogliere firme per presentare le liste elettorali, la composizione delle medesime avrebbe dovuto essere decisa entro la fine di dicembre — con la raccomandazione, all’atto della composizione, del massimo coinvolgimento degli attivisti e dei territori.
Strada facendo l’Esecutivo nazionale provvisorio scelto da D’Orsi ha però adottato un comportamento verticistico, conseguenza di un’impostazione metodologica elitaria. Con la Lettera Aperta del 31 luglio noi chiedemmo un cambio di rotta, per avviare un processo costituente fondato sulla sovranità degli aderenti, costruendo un’aggregazione “nella quale la partecipazione non sia una concessione dall’alto, ma il fondamento stesso della sua legittimità”. Questa richiesta è stata purtroppo considerata un reato di lesa maestà.
Noi abbiamo inizialmente considerato questo metodo verticistico un errore di percorso, nonostante tutto superabile, invece si è dimostrato un metodo premeditato e pensato per fare di AGORÀ, dietro le mentite spoglie di una associazione, una nuova e autonoma forza politica fortemente gerarchizzata, con tanto di Ufficio Politico, Comitato centrale, con a capo Angelo D’Orsi.
Ci guardiamo bene dal contestare il diritto di D’Orsi e del suo gruppo a dare vita ad una autonoma forza politica. Ma oggi AGORÀ è cosa ben diversa da quella delineata all’inizio, non configurandosi più come luogo di effettiva “aggregazione di forze” ed esperienze diverse.
Giunti a questo punto non possiamo far altro che prendere atto di questa sterzata, traendone le conseguenze del caso.
Pur considerando questo un evidente errore politico, facciamo ad Angelo d’Orsi e a questa AGORÀ i più sinceri auguri di successo, ma non ci nascondiamo come la strada per la costruzione di un’alternativa efficace al sistema bipolare del liberismo e della guerra sia adesso più difficile.
Tuttavia, questa divisione che ci è stata imposta non deve pregiudicare la costruzione di un polo politico-elettorale unitario delle forze anti-sistema, inclusa AGORÀ. Il FRONTE del DISSENSO continuerà, quindi, a lavorare per questo obiettivo, cooperando con tutti coloro che accetteranno di collaborare con noi su un piano di fratellanza e di reciproco rispetto.
FRONTE del DISSENSO
1 settembre 2026
