LA SCONFITTA DEGLI STATI UNITI di Partito del Lavoro dell’Iran (Toufan)

Le multinazionali americane non sono riuscite a raggiungere i loro obiettivi strategici in questa guerra di aggressione!

Accettando la proposta iraniana in 10 punti per i negoziati e il ritiro dalla guerra – incluso il brutale piano di “riportare l’Iran all’età della pietra” – il Presidente Trump ha subito una sconfitta decisiva e umiliante.

1. L’imperialismo criminale degli Stati Uniti, sotto la guida del neofascista Donald Trump, non è riuscito a raggiungere il suo obiettivo strategico più importante, ovvero rovesciare il sistema politico che governa l’Iran. Questo obiettivo è diventato un sogno impossibile per il capitale finanziario, i monopoli americani e i loro partner. In questo contesto, le multinazionali statunitensi sono state umiliate e smascherate, il loro potere e la loro influenza messi a nudo.

2. Trump e i suoi alleati si sono vantati di poter annientare le capacità militari dell’Iran attraverso i bombardamenti e rovesciare il regime in pochi giorni. Ha minacciato che, anziché perseguire un accordo politico, avrebbe usato la forza militare per impossessarsi del materiale nucleare iraniano e costringere il Paese alla sottomissione. Eppure, anche in questo ambito, ha inanellato un fiasco storico, rivelando i limiti delle sue minacce e la vacuità delle sue spacconate.

3. Trump ha ripetutamente insistito sul fatto che l’Iran avrebbe dovuto accettare severe limitazioni alle sue capacità missilistiche, — volontariamente o con la forza —, come condizione non negoziabile. Eppure, nella proposta in 10 punti presentata dall’Iran e che Trump è stato costretto ad accettare come base per i negoziati, non si fa menzione ad alcuna limitazione al programma missilistico iraniano, a dimostrazione di quanto le richieste statunitensi siano diminuite di fronte alla resistenza.

4. Trump e i suoi alleati hanno ripetutamente affermato che bombardando l’Iran e mobilitando i separatisti, avrebbero smantellato il “Grande Iran” e provocato fratture politiche all’interno del Paese. Eppure, questi movimenti separatisti e ultranazionalisti sono stati decisamente bloccati all’inizio del conflitto, ciò che rappresenta una lezione storica su come tali piani falliscano di fronte a una solida unità nazionale e alla resistenza.

5. Trump ha proclamato a gran voce che avrebbe usato la forza militare per riaprire lo Stretto di Hormuz e imporre le condizioni degli Stati Uniti sulla sicurezza marittima. Non solo questo non si è concretizzato, ma egli è stato alla fine costretto ad accettare la precondizione dell’Iran di mantenere il controllo sullo Stretto e di stabilire un nuovo quadro giuridico come base per i negoziati. Il suo tanto decantato piano in 15 punti —che mirava a imporre ampie concessioni all’Iran— è stato respinto senza indugi, mentre la proposta iraniana in 10 punti è stata invece posta al centro del processo negoziale, segnando un chiaro rovesciamento delle richieste statunitensi.

6. Gli Stati Uniti e Israele, in quanto aggressori, hanno subito una sconfitta così profonda nel campo della difesa aerea da segnare una svolta militare storica. Questa umiliazione ha scosso profondamente l’ordine militare e di sicurezza globale. La resistenza dell’Iran di fronte a questi attacchi è una potente fonte di ispirazione per i popoli di tutto il mondo, privando al contempo gli Stati Uniti di credibilità sia in patria che all’estero. Questa perdita di prestigio non è temporanea, ma duratura, e segnala un cambiamento decisivo nell’equilibrio di potere globale.

I partner regionali delle monarchie del Golfo hanno compreso che la dipendenza dagli Stati Uniti è tanto effimera e inaffidabile quanto il vento. Da questo momento in poi, profondi cambiamenti nelle relazioni internazionali sono inevitabili e la regione non tornerà alle condizioni che esistevano prima del 28 febbraio. La presenza di basi militari statunitensi nella regione non sarà più sostenibile.

Ma non è ancora finita. Una condizione di “né guerra né pace” non può garantire la stabilità sociale o una calma duratura. Solo la continua mobilitazione di massa del popolo e un cambiamento decisivo negli equilibri di potere a livello nazionale consolideranno e garantiranno questa vittoria.

Partito del Lavoro dell’Iran (Toufan)

8 aprile 2026

www.toufan.org

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