Contro il Governo della Repubblica Italiana
Per grave omissione nel dovere costituzionale di protezione dei cittadini italiani
Premessa
Noi, frazione cosciente del popolo italiano, formuliamo questo atto di accusa nei confronti del Governo in carica, per aver sistematicamente abdicato al proprio dovere fondamentale di tutela dei cittadini italiani vittime di atti di pirateria internazionale commessi dallo Stato di Israele in acque internazionali.
I fatti contestati
Il Governo italiano è venuto meno ai propri obblighi costituzionali e internazionali in occasione di ripetute aggressioni armate contro imbarcazioni civili in acque internazionali, sulle quali si trovavano cittadini italiani impegnati in missioni umanitarie legittime.
In particolare, si contesta:
L’inerzia diplomatica — Di fronte ad atti che configurano, secondo il diritto internazionale, pirateria e uso illegittimo della forza in acque internazionali, il Governo ha omesso di esercitare con la dovuta fermezza la protezione diplomatica dei propri cittadini.
Il silenzio complice — Anziché condannare con chiarezza le violazioni del diritto internazionale del mare e della libertà di navigazione, il Governo ha scelto, a lungo, la strada dell’ambiguità e del quieto vivere diplomatico.
L’assenza di conseguenze — Nessuna misura concreta — richiamo dell’ambasciatore, sospensione di accordi bilaterali, richiesta di risarcimento, ricorso alle sedi internazionali competenti — è stata adottata a tutela della dignità nazionale e dei diritti dei cittadini offesi.
La subordinazione degli interessi nazionali — questo Governo, come tutti gli altri dal 2010 in poi, hanno anteposto considerazioni di allineamento geopolitico agli USA, alla NATO e alla UE nella loro sudditanza e complicità con l’entità sionista d’Israele, al sacro dovere di protezione che lo Stato deve ai propri cittadini, ovunque essi si trovino.
Il quadro giuridico violato
Articolo 3 della Costituzione — Il principio di uguaglianza impone che ogni cittadino italiano goda della medesima protezione, indipendentemente dalle sue opinioni politiche o dalla natura delle sue attività lecite.
Articolo 10 della Costituzione — L’ordinamento italiano si conforma alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute, tra cui il divieto di pirateria e la libertà di navigazione in alto mare.
Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS) — Gli atti di sequestro e aggressione armata contro navi civili in acque internazionali costituiscono violazioni gravissime del diritto del mare.
Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche — Lo Stato ha l’obbligo di esercitare la protezione diplomatica dei propri cittadini all’estero.
Responsabilità politiche
Il Governo in carica, nella persona del Presidente del Consiglio, del Ministro degli Affari Esteri e del Ministro della Difesa, porta la responsabilità politica di questa colpevole inerzia.
Un governo che non protegge i propri cittadini tradisce il patto fondamentale su cui si regge ogni comunità politica: la promessa di sicurezza in cambio di obbedienza alle leggi.
Un governo che tace di fronte alla violenza contro i propri concittadini per timore di scontentare alleati potenti non è un governo sovrano, ma un vassallo.
Conclusione e richieste
Per tutto quanto esposto, si chiede:
- Che il Parlamento italiano voti una mozione di censura per l’operato del Governo in questa vicenda.
- Che l’Italia promuova nelle sedi competenti — Consiglio di Sicurezza ONU, Corte Internazionale di Giustizia, Corte Penale Internazionale — l’accertamento delle responsabilità per gli atti commessi.
- Che sia garantito il pieno risarcimento morale e materiale ai cittadini italiani vittime di tali atti.
- Che venga istituita una commissione parlamentare d’inchiesta che accerti le responsabilità politiche e istituzionali.
- Che nel caso di future flottiglie, le imbarcazioni civili siano scortate da unità della Marina Militare Italiana con chiare regole d’ingaggio tese a scoraggiare e contrastare decisamente la pirateria israeliana al fine di proteggere la missione umanitaria e renderla possibile.
