Si è svolto a Roma sabato 9 maggio presso l’Auditorio di Via Rieti, un convegno nazionale il cui titolo non lascia spazio ad ambiguità e camaleontismi: «CAPIRE L’IRAN. Radici, ragioni e conseguenze di una grande resistenza di popolo».
Un successo pieno, malgrado censure mediatiche e boicottaggi, di nemici ed amici.
Un convegno che ha richiesto coraggio, sacrificio, fede. Il coraggio di dire e difendere una verità scomoda per i suprematisti dell’Occidente di ogni risma; il sacrificio di lottare sotto la minaccia di anatema per essere antimperialisti a parole nei fatti; la fede dell’ideale, negli oppressi che combattono per emanciparsi dalle catene dell’imperialismo, del colonialismo e del sionismo; mostri morenti che tuttavia ancora riescono a soggiogare il mondo tenendolo in catene. Mostri che non vogliono cedere il passo alle lotte di liberazione dei popoli e per questo non esitano a scatenare guerre e conflitti, fino al punto di trascinarci in una guerra mondiale catastrofica di cui vediamo già le prime tappe.
Un convegno per chiamare a raccolta chi sta dalla parte delle resistenze, quindi della Repubblica islamica dell’Iran, che di queste resistenze antimperialiste è oggi la punta di lancia.
Sì, noi siamo dalla parte dell’Iran che resiste e sferra colpi micidiali al vero Asse del Male, quello incarnato nell’alleanza tra il Grande Satana degli Stari Uniti d’America e il Piccolo Satana di Israele.
Difendiamo l’Iran con il cuore e con l’intelligenza. Con il cuore perché ci sentiamo fratelli del popolo iraniano, con l’intelligenza perché sappiamo e affermiamo che la loro battaglia è anche la nostra — di noi cittadini italiani consapevoli, costretti ad assistere al triste declino del Paese in cui viviamo e che amiamo, che le sue élite corrotte e le sue classi dirigenti pusillanimi stanno trascinando nel baratro e nell’ignominia.
Difendiamo l’Iran perché tiene fieramente testa a forze in preda al delirio di onnipotenza per le quali l’umanità è mero oggetto di mercimonio, che considerano il progresso in base allo spessore del loro portafogli, che considerano l’essere umano alla stregua di una macchina, che vorrebbero manipolarlo affinché ceda la sua libertà e accetti la sottomissione in nome di una patologica e paranoica sicurezza.
¡No pasarán!
Viva l’Iran che resiste e indica la via!
Un grazie ai fratelli e compagni dell’Asse Antimperialista che hanno organizzato il convegno.
Diamogli una mano: AsseAntimperialista@protonmail.com
