ITALIANI POPOLO DI EVASORI? FALSO! di Moreno Pasquinelli*

Secondo lo studio di “Itinerari Previdenziali” (alias il liberista Alberto Brambilla), ripreso dai media, anzitutto di centro-sinistra, gli italiani sarebbero un popolo di evasori incalliti e senza senso civico. È una palese bugia. I numeri vengono infatti manipolati in maniera scorretta, per poi presentare dati truffaldini.

Si dice che su 58 milioni di abitanti, i contribuenti sono 42 milioni, ma coloro che versano effettivamente l’Irpef sarebbero “solo” 34,1 milioni. Quindi si dice che 24 milioni di italiani non pagano l’Irpef. Ma 24 milioni (58 meno 34=24) comprendono i minorenni e chi non possiede reddito alcuno!

Il conto giusto è semmai 42 meno 34=8. 8 milioni di persone presentano la dichiarazione ma non pagano l’Irpef. Il perché è semplice, perché non raggiungono la soglia di 8.500 euro sotto la quale non si paga l’Irpef (no tax area).

Chi sono queste persone? Secondo i parametri ISTAT vigenti 5,7 milioni di persone vivono in stato di povertà assoluta e 8,7 milioni in condizione di povertà relativa. È chiaro che questo dato è sovrapponibile a quello degli 8 milioni di dichiaranti ad Irpef zero. Basti pensare ai 3 milioni di pensionati con la pensione minima (611 euro mensili), agli 850mila percettori dell’assegno sociale (max. 540 euro mensili), ai lavoratori precari e saltuari. Poi ci sono tante partite Iva che non arrivano nemmeno a fine mese. Gli 8 milioni che manderebbero in rovina l’Italia sono da rintracciarsi anzitutto in queste fasce. Poi, certo, ci sono anche i gioiellieri che dichiarano redditi da fame, ma il dato (e lo scandalo) vero è quello della povertà di massa crescente.

Lo studio di “Itinerari Previdenziali” mira ad appiattire ulteriormente l’Irpef (obiettivo delle destre) ma viene usato paradossalmente dal centrosinistra per gridare all’evasione fiscale e denigrare il popolo italiano.
Tre annotazioni importanti: (1) attaccare la progressività dell’Irpef è gravissimo perché è l’unica tassa progressiva (una progressività sempre più attenuata nel tempo). Tutte le altre (Iva, Imu, Tari, accise, Ires, tassazione redditi finanziari, ecc.) sono piatte, dunque colpiscono le fasce più povere della popolazione; (2) il fatto che il grosso dell’Irpef sia pagato da un numero di persone quantitativamente limitato, ci segnala il crescente sbilanciamento dei redditi e della ricchezza; (3) Non c’è solo l’evasione ma pure l’elusione fiscale, a cui ricorrono sistematicamente proprio i più ricchi e le grandi aziende, che così di tasse ne pagano pochissime. Morale: chi sta sopra non ha titoli per dare lezioni al popolo che sta sotto.

* FRONTE del DISSENSO- UMBRIA

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