Nei Promessi Sposi Alessandro Manzoni narra dell’assalto popolare ai forni che avvenne a Milano l’11 novembre 1628. Era in corso la Guerra dei Trent’anni tra le grandi monarchie che devastò l’Europa, la quale, tra le altre tragedie, causò l’aumento del prezzo del pane.
La mattina presto, la folla affamata assalta i garzoni che portano il pane alle famiglie nobili, rubando le pagnotte. Inizia il saccheggio; la folla ruba pane, farina e denaro, distruggendo e bruciando gli arredi in Piazza del Duomo. La repressione spagnola fu spietata, con morti e feriti.
La storia sembra ripetersi, ma sarebbe un errore considerarla una farsa. Anche oggi siamo in guerra, una “guerra mondiale a pezzi” e tra le conseguenze gli aumenti dei beni di prima necessità che colpiscono le classi sociali proletarie, i poveri, che nella neo-lingua pudica politicamente corretta sono diventati “i fragili”.
Manzoni ci racconta che Renzo, coinvolto nella rivolta, sgomento, per la furia dei diseredati milanesi, se la svigna.
Il governo Meloni adotta l’ennesima stretta repressiva, il Ministro Crosetto se la piglia con una presunta regia russa (risate oceaniche), mentre l’estrema destra vorrebbe fare come gli spagnoli di cui parla Manzoni, invoca la remigrazione, chiama alla formazione di nuove squadracce per dare la caccia ai “maranza”.
La Milano benpensante, presa dallo spavento, grida allo scandalo per gli assalti, questa volta non ai forni, ma alle boutique del lusso ed agli empori delle multinazionali. Ed ecco i soloni che per giustificare il loro disprezzo classista per la plebaglia, pontificano e fanno notare che questi ragazzi di periferia “il pane ce l’hanno, esigono le brioche, vogliono arraffare prodotti di lusso; non sono rivoluzionari, non hanno ideologia, sono edonisti e consumisti”.
E cosa vi aspettavate cari borghesi? Questi sediziosi sono in verità figli vostri, un prodotto della fine delle ideologie, della vostra cultura nichilista, della vostra assenza di valori, del culto dell’unico vostro Dio, quello del denaro. Sono figli di un capitalismo predatorio e violento, figli vostri quindi, voi che nei decenni, in nome dell’austerità e del liberismo, avete mandato l’Italia in malora e gettato milioni di cittadini nella povertà.
Ora vi torna indietro la cambiale che rilasciaste decenni fa. Avete distrutto non solo un Paese, avete spazzato via ogni speranza nel futuro, non di una, ma due generazioni, che ora, mentre gli si chiede di andare in guerra per la NATO e l’Unione europea, vi presentano il conto.
