COSA CI STANNO DICENDO I NOSTRI FIGLI? di Moreno Pasquinelli*

Il governo, e con esso la casta politica, sono spiazzati dall’improvvisa e salutare rivolta giovanile. Mi vengono in mente le parole di San Paolo nella Prima Lettera ai Tessalonicesi: «Voi ben sapete che come un ladro di notte, così verrà il giorno del Signore. E quando si dirà: “Pace e sicurezza”, allora d’improvviso li colpirà la rovina… Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro».

Grazie ai giovani, ed ai giovanissimi, riappare una speranza mentre tutto sembrava perduto. Non soltanto la speranza di un cambiamento sociale ma di una vera e propria rivoluzione culturale e spirituale. Questi giovani non protestano solo contro le politiche antipopolari del governo, reclamano non solo vere riforme e giustizia sociale, contestano un intero sistema fondato sull’egoismo, sull’individualismo proprietario, sulla competizione, sulla sopraffazione. Un sistema a cui sono estranei i valori della benevolenza, della pietas, della fratellanza, dell’eguaglianza, della verace libertà.

I nostri giovani rifiutano i simboli inculcati da decenni di capitalismo sfrenato, di cui il culto della ricchezza materiale, l’idea che l’uomo sia un lupo per gli altri uomini. È insomma l’inizio di una rivolta di valori che, proprio per questo, è destinata a cambiare molto, anzi, a cambiare tutto.

Sorvoliamo per carità di patria sulla isterica reazione repressiva del governo, che può solo alimentare la rabbia. L’élite sinistroide, ugualmente responsabile del disastro italiano, finge di stare dalla parte dei giovani, nella speranza che porti voti al “campo largo”. Meschina illusione!

Questi giovani, disgustati dal teatrino della politica, se ne infischiano dell’alternanza, vogliono un’alternativa. Per questo quelli della casta tremano, e non si sbagliano. L’Italia che sta sorgendo farà a meno di loro.

* Fronte del Dissenso

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