Le popolazioni di Afghanistan e Pakistan sono vittime del “Grande Gioco”
Condanniamo fermamente i raid aerei del Pakistan contro diverse province dell’Afghanistan e la sua aggressione al territorio di questo Paese, azioni che hanno causato la morte e il ferimento di decine di civili, tra cui donne e bambini. Tali aggressioni devono cessare immediatamente. Non è la prima volta che l’esercito pakistano bombarda aree dell’Afghanistan da quando i talebani hanno assunto il potere; in questo periodo, attacchi del genere si sono verificati più di sei volte, provocando vittime tra la popolazione civile.
Per imporre le proprie richieste al governo talebano, il Pakistan non si è limitato ai bombardamenti e alle operazioni militari, ma ha fatto ricorso anche ad altre leve di pressione. L’espulsione forzata di milioni di rifugiati afghani dal Pakistan e la chiusura dei confini comuni sono stati tra gli strumenti più significativi in tal senso. Solo nei mesi di gennaio e febbraio 2026, oltre cinquecentomila rifugiati afghani sono stati espulsi con la forza dal Pakistan, mentre il governo talebano non dispone di piani o strutture per la loro sistemazione. Questo processo aggrava la catastrofe umanitaria in corso in Afghanistan. D’altro canto, la prolungata chiusura delle frontiere ha paralizzato il commercio bilaterale, provocato carenze di beni essenziali e rincari dei prezzi, oltre ad aver accresciuto le difficoltà quotidiane dei cittadini.
I regimi al potere sia in Afghanistan che in Pakistan sono alle prese con gravi crisi economiche, disoccupazione e povertà. In Pakistan, movimenti di protesta armati nel Belucistan e nel Khyber Pakhtunkhwa hanno minato la stabilità e la sicurezza del Paese; il governo ha reagito reprimendo e uccidendo i manifestanti. In Afghanistan, il regime talebano – misogino e di stampo medievale – non solo è privo di legittimità interna, ma non è nemmeno riconosciuto dalla comunità internazionale.
In tale contesto, i governanti di entrambi i Paesi hanno bisogno di guerra e conflitti per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle crisi interne, dalla corruzione e dai tradimenti. Alimentando sentimenti nazionalistici, spingono i giovani verso l’odio e lo scontro, sottraendosi così alle proprie responsabilità verso la popolazione e scaricando la colpa sul Paese vicino.
Questo confronto è emerso nonostante i talebani afghani stessi siano considerati una creazione del Pakistan. Negli ultimi tre decenni, in linea con la propria strategia geopolitica nei confronti dell’Afghanistan, Islamabad ha fornito a questo gruppo sostegno finanziario, militare e politico. Il Pakistan ha sempre trattato l’Afghanistan come una sorta di “quinta provincia”, pretendendo che i regimi di Kabul allineassero la propria politica estera ai desideri e agli interessi di Islamabad.
Tuttavia, i talebani afghani intendono ora accreditarsi come una forza indipendente, non tenuta a seguire le direttive del Pakistan. I loro stretti legami con i Talebani Pakistani (TTP) – gruppo che lotta per instaurare in Pakistan un governo simile all’Emirato Islamico – sono diventati un importante motivo di tensione. Negli ultimi due anni, il Pakistan ha ripetutamente accusato i talebani afghani di sostenere il TTP, il Balochistan Liberation Army (BLA) e il Pashtun Tahafuz Movement (PTM); accuse che i talebani hanno però costantemente respinto.
Il 22 febbraio 2026 è stata condotta un’ulteriore operazione aggressiva pakistana in territorio afghano, con il pretesto di combattere il TTP, gruppo classificato dal Pakistan come terroristico. Tuttavia, sia i talebani afghani che il TTP stesso negano la presenza di tale gruppo sul territorio afghano.
L’attuale conflitto tra il Pakistan e i talebani afghani va analizzato anche in un’ottica più ampia. I talebani avevano precedentemente annunciato che avrebbero sostenuto la Repubblica Islamica dell’Iran in caso di un attacco statunitense contro quest’ultimo. Pertanto, l’attuale guerra del Pakistan contro i talebani può essere interpretata come parte del più vasto progetto americano contro l’Iran. Essendo impegnati in un conflitto con il Pakistan, i talebani avranno minori capacità di sostenere l’Iran e il territorio afghano non potrà trasformarsi in una retrovia per Teheran. A tal proposito, il presidente statunitense Donald Trump ha definito “eccellente” l’azione militare pakistana contro i talebani e ha elogiato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Nei suoi discorsi, Trump ha più volte parlato di rioccupare la base aerea di Bagram e ha criticato Joe Biden per aver lasciato in Afghanistan armi ed equipaggiamenti militari per un valore superiore agli 80 miliardi di dollari. Sembra che al Pakistan, che agisce ormai come pedina americana nella regione, sia stato affidato il compito di realizzare gli obiettivi di Washington in Afghanistan.
D’altra parte, Stati Uniti e Israele temono che i talebani, forti delle loro convinzioni islamiche radicali, dei rapporti con gruppi islamisti e degli stretti legami con Mosca e Pechino, possano trasformare l’Afghanistan in una nuova minaccia per gli interessi occidentali. Tuttavia, i funzionari pakistani devono anche rendersi conto che servire l’imperialismo americano non porterà loro alcun beneficio a lungo termine. Israele e l’India considerano il programma nucleare del Pakistan e il ruolo dell’ISI nel sostenere gruppi terroristici come una minaccia alla propria sicurezza; forse, presto, toccherà proprio al Pakistan subire un attacco.
Pertanto, il conflitto reazionario tra Pakistan e Afghanistan non ha nulla a che fare con i reali interessi delle popolazioni dei due paesi. Lavoratori, donne e giovani non dovrebbero sacrificarsi per le politiche di governanti corrotti e traditori, lasciandosi influenzare dalla propaganda di stato o dallo slogan della difesa della sovranità.
Se i governanti pakistani uccidono la popolazione afghana con i loro attacchi aerei, i talebani, negli ultimi quattro anni e più, l’hanno devastata con disoccupazione, povertà e fame. Dal loro ritorno al potere, i talebani hanno privato oltre metà della popolazione afghana – circa venti milioni tra donne e ragazze – dell’istruzione, del lavoro e delle libertà fondamentali, distruggendo il loro futuro.
I popoli di Afghanistan e Pakistan devono restare vigili. Il loro nemico comune è costituito proprio da quei governanti a Kabul e Islamabad. I lavoratori, le classi lavoratrici, le donne e i giovani dei due paesi devono, con coesione e solidarietà, concentrare la propria lotta sul rovesciamento di questi regimi misogini e dispotici.
È un dovere fondamentale per i partiti e le organizzazioni della sinistra socialista e rivoluzionaria di Afghanistan e Pakistan – pur mantenendo e rafforzando la solidarietà reciproca – intensificare l’opera di sensibilizzazione e organizzazione tra lavoratori, donne e giovani, impedendo che tali fasce della popolazione si lascino ingannare dalle politiche belliciste e nazionaliste dei governi.
Sinistra Radicale dell’Afghanistan (LRA)
1° marzo 2026
Afghanistan
