Il rapimento di Nicolas Maduro non è un evento improvviso, ma l’atto finale di una guerra asimmetrica iniziata ben prima del suo insediamento. Per comprendere perché oggi un Presidente legittimo venga trattato come un criminale comune, dobbiamo sollevare il velo sulla convergenza di interessi tra l’asse Washington-Tel Aviv e il controllo delle risorse energetiche mondiali.
Il Venezuela come Asset Strategico
Dalla rivoluzione bolivariana, il Venezuela ha commesso il “peccato originale”: ha nazionalizzato i propri asset strategici. Detentore delle prime riserve accertate di petrolio al mondo, il Paese è diventato il bersaglio di misure coercitive unilaterali (lo pseudo-embargo commerciale) volte a strangolarne l’economia. Sotto la guida di Maduro, il Paese ha proseguito l’opera di ammodernamento di Chavez, raggiungendo livelli di scolarizzazione, sanità e assistenza sociale mai visti prima nelle baraccopoli di Caracas.
Questo successo ha creato un consenso popolare granitico che gli Stati Uniti hanno tentato di abbattere in ogni modo: finanziando frange eversive, orchestrando sabotaggi e tentanto colpi di stato fallimentari. Per gli USA, il Venezuela è una necessità logistica: importare petrolio dallo stesso continente abbatterebbe i costi di trasporto che oggi gravano sulle loro importazioni da territori remoti.
La Finestra di Overton: dieci anni di ingegneria culturale
L’operazione non è stata solo militare, ma psicologica. Negli ultimi dieci anni, abbiamo assistito a un’esplosione senza precedenti di contenuti cinematografici e serie TV sul tema dei “Narcos” nelle piattaforme di streaming controllate da capitali filo-sionisti. Non è un caso.
Attraverso una precisa Finestra di Overton, l’opinione pubblica mondiale è stata bombardata da una narrazione che sovrappone sistematicamente la figura del leader politico sudamericano a quella del narcotrafficante. Questo lavaggio del cervello collettivo ha servito un unico scopo: rendere “digeribile” e quasi “eroico” il rapimento di un Capo di Stato. Se convinci il mondo che Maduro è un boss del cartello e non un Presidente, il suo sequestro non appare più come una violazione del diritto internazionale, ma come una puntata di una serie TV.
L’asse con Israele e il controllo dei Mari
L’urgenza del sequestro si spiega con la scacchiera mediorientale. Israele sta tentando di egemonizzare l’intera area attraverso l’aggressione sistematica a Gaza, Siria, Libano e Iran. Proprio l’Iran, partner commerciale vitale del Venezuela, era il pilastro da abbattere.
Pochi giorni prima del sequestro, Maduro aveva condannato fermamente il riconoscimento del Somaliland da parte di Israele. Il Somaliland è uno “pseudo-stato” strategico che permetterebbe a Israele di controllare il Corno d’Africa e la porta d’ingresso del Mar Rosso, dominando la tratta verso Suez. Maduro si è opposto a questo disegno egemonico, diventando un ostacolo intollerabile per il progetto del Globalsionismo.
Il Grande Scambio e il Ricatto di Epstein
Perché Russia e Cina non sono intervenute tempestivamente? La risposta risiede nella natura dell’azione: un rapimento lampo, non un’invasione convenzionale che avrebbe permesso contromosse diplomatiche o militari “ricattatorie”.
Tuttavia, il silenzio di certi apparati suggerisce un accordo di spartizione forzata: il via libera alla riannessione di Taiwan per la Cina e il consolidamento dei territori ucraini per la Russia. Questo baratto geopolitico è stato spinto ferocemente dall’amministrazione Trump, un uomo tenuto al guinzaglio attraverso i dossier di Jeffrey Epstein. Quell’Epstein che, è bene ricordarlo, lavorava per il Mossad con il compito specifico di raccogliere materiale compromettente per ricattare l’élite politica americana. Trump non agisce per l’America; agisce per chi possiede i suoi segreti.
Conclusione
Il sequestro di Maduro è il segnale che il diritto internazionale è morto, sostituito dal banditismo di stato gestito da apparati d’intelligence stranieri. La vaselina della propaganda non può più nascondere la realtà: è in corso un assalto finale alla sovranità dei popoli.
Libertà per Nicolas Maduro. Libertà per tutti i popoli vittime del Globalsionismo.
* Militante del movimento SiAMO
