LA TERZA GUERRA MONDIALE di Fronte del Dissenso

«Prima che la scintilla arrivi alla dinamite, bisogna tagliare il filo che brucia»

Walter Benjamin

LA GUERRA È LA CONTINUAZIONE DELLA POLITICA CON ALTRI MEZZI

Per un attimo, a causa del crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, sembrò che gli Stati Uniti d’America fossero finalmente assurti a indiscussa potenza universale. Fu solo un attimo fuggente, che tuttavia gli U.S.A. utilizzarono al massimo grado sia per potenziare le alleanze geopolitiche coi loro stati vassalli e/o clienti (via NATO anzitutto), sia per soggiogare, con sanguinose guerre d’aggressione o per procura, colpi di stato e operazioni sotto falsa bandiera, nazioni recalcitranti e popoli ribelli. Il “Progetto per un Nuovo Secolo Americano” nacque morto. L’epoca storica segnata dall’espansione globale del capitalismo ha ribadito nella maniera più devastante quattro evidenze storiche: finché non si estirpano imperialismo e capitalismo conflitti e guerre sono inevitabili; le fasi di pace non sono che tregue tra un conflitto e un altro; non è mai esistito né mai potrà esistere un duraturo ordine monopolare, ovvero il predominio mondiale di una unica grande potenza; un mondo in irenica e perpetua concordia è un’utopia.

L’IMPERO AMERICANO TRA DECLINO E RICONQUISTA

Che il predominio dell’imperialismo americano sia al tramonto, che sul lungo periodo i rapporti di forza siano sfavorevoli a Washington, non deve indurre nell’errore di sottovalutare la sua straordinaria potenza. Gli U.S.A. restano la principale potenza, economica, tecnologica, scientifica e militare. Nella nuova corsa mondiale agli armamenti (2,4 trilioni di dollari nel 2023), gli Stati Uniti sono il paese che di gran lunga ha speso più di tutti, 916 miliardi di dollari; più del doppio di Russia e Cina assieme). Gli USA sono usciti rafforzati dalla crisi finanziaria dei subprime, anche a scapito dell’Unione europea — nel 2008 il Pil europeo e statunitense erano simili, mentre ora il primo arriva a soli due terzi del secondo. Mentre i “magnifici sette” tecnologici americani (Alphabet, Amazon, Apple, Microsoft, Meta, Nvidia, Tesla) dominano il mondo, il cartello finanziario composto da BlackRock, State Street e Vanguard è il più potente della storia del capitalismo. A questo si debbono aggiungere il possesso dell’esercito più potente del mondo (dispiegato in ogni angolo del mondo, unico ad essere dotato di un arsenale onnicomprensivo, forgiato in un secolo di guerre), quindi la più potente alleanza militare della storia umana (nel quadrante occidentale la NATO, in quello orientale Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Australia e Nuova Zelanda).

GUERRA PREVENTIVA DI LUNGA DURATA

La prima guerra mondiale iniziò davvero nel luglio del 1914? O non è forse vero che cominciò due anni prima con le Guerre Balcaniche? E la seconda non venne forse innescata nel 1937 con l’invasione giapponese della Cina e in Europa con la guerra civile spagnola nel 1936? La Terza Guerra Mondiale non deve avvenire, è già in corso. Ci siamo dentro da almeno un decennio, sin da quando a Washington decisero di armare e spingere l’Ucraina contro la Russia, quindi di sostenere il riarmo in grande stile della NATO e Israele a Occidente, di Giappone, Corea del Sud e Taiwan contro la Cina e la Corea del Nord. Davanti all’incapacità di cavalcare la globalizzazione e all’impossibilità di continuare a trarne vantaggi comparativi, il centro di direzione strategica nord-americano decise infatti di attraversare il Rubicone oltre il quale la guerra generale senza limiti e di lunga durata sarebbe diventata inevitabile. Una guerra generale preventiva per non dare tempo ai nemici, Russia e Cina in primis, di attrezzarsi alla bisogna, impedendo che prendesse definitiva forma un’alleanza strategica tra Russia, Cina e il cosiddetto “Sud Globale”. La profonda fratturazione interna degli Stati Uniti, il rischio che sfoci in una vera e propria guerra civile, sommata alla tendenza alla disgregazione dell’Unione europea, sono fattori che hanno affrettato e rafforzato la decisione di andare allo scontro frontale.

GUERRA “CONVENZIONALE” MA TOTALE

Una guerra generale senza limiti e di lunga durata potrebbe sfociare in un conflitto nucleare definitivo che sarebbe la tomba dell’umanità, quindi dello stesso blocco imperialista capeggiato dagli U.S.A., anche ove questi ultimi sferrassero il First Strike. Ma al Pentagono non pensano affatto di agire come Sansone, che fece crollare l’abitazione in cui si trovava con tutti i filistei, provocando oltre alla loro morte anche la propria. No, gli strateghi a Washington, convinti che la guerra sia la via più sicura per imporre la Pax Americana, decisi a sfruttare la loro attuale superiorità militare, vogliono trascinare i nemici in un conflitto imponente ma pur sempre “convenzionale”, ove “convenzionale” non deve trarre in inganno: gli arsenali ed i dispositivi “convenzionali” odierni che per certi versi includono l’uso di armi nucleari tattiche, hanno una potenza distruttiva senza precedenti. Una guerra convenzionale totale tra le grandi potenze ed i loro alleati sarà condotta sui diversi quadranti mondiali e su multipli piani: terrestre, transoceanico, sottomarino, aereo, spaziale e cyberspaziale. Sbaglia chi esclude, a causa dei rischi di una escalation termonucleare definitiva, una guerra convenzionale totale e quindi considera che la sola forma possibile di guerra sia la guerra ibrida (politica, ideologica, economica, finanziaria, mediatica, tecno-scientifica, cybernetica, azioni terroristiche sotto falsa bandiera) per destabilizzare e indebolire i nemici dall’interno senza sferrare attacchi militari frontali. L’una forma non esclude l’altra. La guerra in atto, ove i guerrafondai imperialisti non saranno obbligati a retrocedere, sarà lotta di annientamento, il che implica non solo la decapitazione politica del nemico, ma l’annientamento delle sue capacità militari, occupando manu militari il suo spazio territoriale vitale.

COME FERMARE LA TERZA GUERRA MONDIALE

È ancora possibile evitare l’ecatombe ove si riuscisse ad obbligare gli imperialisti a fare retro marcia, affinché accettino un ordine multilaterale, in cui le grandi potenze non esercitino questa loro potenza opprimendo popoli e saccheggiando le nazioni, ove queste ultime possano pienamente affermare il loro diritto all’autodeterminazione. Il rischio che dall’attuale conflitto emerga non un ordine multilaterale ma un sistema imperialistico policentrico in cui nuove grandi potenze prendano il posto di quelle occidentali, esiste effettivamente. Non lo si impedisce stando alla finestra ma trasformando le resistenze popolari e nazionali in attori di primo piano. Non si obbliga Washington a fare dietro front con i sermoni, ma cambiando i rapporti di forza, indebolendo, dall’interno e dall’esterno, il loro blocco imperialistico, inceppando la loro micidiale macchina politica e bellica, costituendo un contro-blocco per la pace che includa movimenti popolari, governi e nazioni. Mentre stati-potenza come Russia e Cina si difenderanno con ogni mezzo, mentre le nazioni dovranno lottare per non soccombere, un ruolo fondamentale spetta alle resistenze popolari che saranno necessariamente multiformi e variopinte. Per noi che viviamo e lottiamo entro il campo imperialistico la lotta è politica, l’assoluta priorità è la costruzione di un movimento di massa per la pace. Ciò implica nei diversi paesi la costruzione di una rete capillare di comitati locali di base che siano in grado di mettere in moto una duratura e tenace resistenza popolare. Per questo c’è bisogno di un movimento che riesca ad attivare cittadini anche di diverso orientamento ideologico uniti nella comune difesa della pace, della democrazia, della giustizia sociale.

GUERRA O RIVOLUZIONE

Quello della difesa della democrazia, dei diritti di libertà e della giustizia sociale è decisivo poiché man mano che le turbolenze internazionali e interne si intensificheranno, cresceranno povertà diseguaglianze sociali e ineluttabili saranno svolte autoritarie. Le oligarchie dominanti non esiteranno, pur di condurre i diversi paesi in guerra e portarsi dietro le pubbliche opinioni (come stanno già facendo oggi contro la Russia), a militarizzare le società, fino a dichiarare lo Stato d’eccezione sospendendo gli stessi ordinamenti democratici e costituzionali. Queste oligarchie agitano lo spauracchio del vecchio fascismo alle porte ma sono proprio esse la più grande ed eversiva minaccia, il principale nemico del popolo lavoratore, della democrazia e della libertà; in poche parole il nuovo fascismo in nome dell’antifascismo. Il pericolo di precipitare in regimi militaristi dittatura armata e di sorveglianza cibernetica non viene infatti dal basso ma dall’alto, da chi oggi comanda e ricorre alla guerra come estrema ratio per restare al potere e difendere la traballante supremazia dell’Occidente Collettivo. Disse Antonio Gramsci che “La storia insegna ma non ha scolari”. Impariamo invece dalla storia: solo la sollevazione popolare, rovesciando chi comanda, potrà fermare l’ecatombe. Una sollevazione che mentre guadagnerà la pace aprirà la via ad una Assemblea Costituente col compito di gettare le fondamenta della nuova società.

Fronte del Dissenso

9 luglio 2024

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